scappa scappa
le Caprette e il Lupo

Testo, ideazione scenica e regia Tiziana Lucattini
con Rossana Damiani, Fanny Guinsbourg, Fabio Traversa
Collaborazione alla drammaturgia e alla messa in scena Fabio Traversa
Collaborazione alla coreografia e ai movimenti di scena Rossana Damiani,
Simona Parravicini

Direzione musicale Antonella Talamonti
Realizzazione scene Francesco Persico
Costumi e oggetti di scena Paola Romoli Venturi
Disegno luci Martin Beeretz


La nostra storia parte da una fiaba popolare slovena, dalle sue tappe fondamentali e universali come struttura e rappresentazione simbolica: il lupo, la casa, il bosco, l’abbandono, la prova, il pericolo, la furbizia, il superamento.
Ma prende poi una sua strada originale e necessaria: non c’è qui un lupo buono, ma neanche un lupo cattivo. C’è un grande Lupo-bambino che sente pulsioni aggressive e voraci, ma sente anche tenerezza, solitudine, rabbia, desiderio di compagnia e di calore. Un grande Lupo-bambino insieme buffo e maldestro, giocoso e pericoloso, ma soprattutto segnato da una forte differenza rispetto al suo corrispettivo fiabesco: ha conosciuto un dolore, una perdita. Questa differenza rende particolarmente toccante il rapporto con Mamma Capra e sua Figlia Caprettina. Le caprette, più ancora dei loro affini porcellini o cappuccette rosse, vibrano poeticamente, nel pericolo, di una particolare innocenza e diventano metafore di una condizione, quella dell’infanzia, sempre in bilico e a rischio, condizione quasi sacrificale. Ma qui, il Lupo, è a loro quasi affratellato.
Rompendo il dogma che il cattivo per definizione sia il male e il buono per definizione sia il bene, la storia si concentra su un altro fuoco: non c’è uno che vince e uno che perde, piuttosto avviene un contatto. E questo contatto si produce attraverso la perdita, il dolore, la condivisione, il rischio di un rappporto.
Il superamento finale delle prove di crescita, che nelle fiabe porta all’annientamento dell’altro, qui non c’è; e, più che furbizia, c’è intuizione, ascolto, rispetto, solidarietà.
La forma scelta è quella di un teatro che si accompagna alla danza. La scrittura del testo è concisa, veloce, fatta di filastrocche e parole musicali: drammaturgia che suggerisce ritmo, pulsazione vitale, suono, e che dialoga a sua volta con le musiche scelte e il movimento.

Età 3/ 10 anni

scheda tecnica

Funny Guinsbourg


 

Fabio Traversa

  news 2010

Scappa scappa -
Le Caprette e il Lupo


Roma,
TEATRO TOR BELLA MONACA

martedì 27 aprile
 10.30h
mercoledì 28 aprile 9.30h - 11.30h




 

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